Ultima modifica: 1 Maggio 2022

I ragazzi del Marconi a Noto con il Vescovo, Mons. Antonio Staglianò , tra bellezza, musica ed amore

   

Il 26 aprile, 60 ragazzi del biennio dell’IIS Marconi di Siderno, accompagnati da 6 docenti sono partiti per un viaggio di istruzione di tre giorni che li ha portati alla scoperta del territorio delle province siciliane di Siracusa e di Ragusa, della loro ricca storia e del loro dinamico contesto culturale e sociale. Dopo l’arrivo e la sistemazione in albergo, il primo giorno è stato dedicato alla visita del centro storico di Siracusa. Ortigia, con il magnifico Duomo, il Castello duecentesco e gli altri bellissimi monumenti hanno ricordato ai ragazzi di far parte di una civiltà antica che,  lungo i secoli, ha saputo crescere sia attraverso grandi vittorie, ma anche reinventandosi dentro pesanti prove e sconfitte. Un percorso molto simile ha vissuto il popolo ragusano, di cui gli studenti hanno scoperto storia, cultura e società, impregnate di una forte religiosità, grazie alla competenza e all’esperienza di Silvia Scollo. Silvia ha fatto loro da guida non solo lungo il centro storico di Ragusa, ma li ha accompagnati anche nella scoperta di Scicli e di Modica, con la sua economia sostenibile e i buonissimi prodotti tipici igp.

Infine, ma non ultimo per importanza, giovedì mattina i giovani hanno potuto ammirare la cittadina di Noto, dove ad attenderli, in Cattedrale, c’era  il Vescovo, Mons. Antonio Staglianò. “Quale bellezza salverà il mondo?” ha chiesto il Vescovo ai ragazzi riprendendo Dostoevskij. Ecco la proposta del Cristianesimo: la bellezza dell’Amore di Gesù Figlio di Dio, che “mi ha amato donando la sua vita per me scegliendo di venirmi incontro dentro le situazioni più dolorose della vita umana. Dalla nascita nel presepe alla morte in Croce, la vita di Gesù diventa per i cristiani un appello a donare la propria vita perché nessun uomo, dalla nascita alla morte, sperimenti il buio dell’odio e il freddo dell’abbandono e dell’indifferenza, che sono il volto della morte che fa veramente paura. Una missione che comincia dall’educare gli occhi dei giovani a riconoscere quella bellezza, aldilà di ogni vittimismo, dando senso al dolore e ad ogni lacrima. Tutto questo il Vescovo è riuscito a comunicare ai ragazzi con il linguaggio della musica, cantando per loro e con loro “L’essenziale” di Mengoni:

“Non accetterò

Un altro errore di valutazione

L’amore è in grado di

Celarsi dietro amabili parole

Che ho pronunciato prima che

Fossero vuote e stupide

Mentre il mondo cade a pezzi

Io compongo nuovi spazi e desideri che

Appartengono anche a te”

E Ligabue in “Metti in circolo il tuo amore”: “Metti in circolo il tuo amore

Come quando dici: “Perché no?”

Metti in circolo il tuo amore

Come quando ammetti: “Non lo so”

Come quando dici: “Perché no?”

I prof. Ilario, Antonella, Maria Teresa, Domenica, Manuela e Nicola.